
Piercing al pene: è pericoloso?
L'uso del piercing ai genitali maschili è una pratica che si riscontra in diverse culture e attraversa differenti periodi storici, Il piercing ai genitali è spesso considerato una moda o la ricerca di stimolazioni erogene particolari, estreme, sia maschili che di coppia, ma che possono sollevare problematiche inerenti la salute.
I piercing al pene possono interessare varie aree dei genitali maschili, che individuano nomi e storie diverse. Implicano il passaggio di un monile metallico, per lo più denominato "gioiello", attraverso varie zone del pene: glande, frenulo, prepuzio. In alcuni paesi, come l'India e la Polinesia, i piercing al pene rappresentano un simbolo di coraggio.
In Occidente negli anni '80 si è iniziato a diffondere, unitamente a movimenti sociopolitici di contestazione, come espressione di ribellione a modelli sociali. Attualmente, invece il piercing al pene è ricercato come espressione estetica e amplificazione delle sensazioni corporee che può potenzialmente generare in un rapporto sessuale.
Anatomia del pene e procedure di piercing
La struttura del pene può essere schematicamente distinta in tre parti: radice del pene, asta del pene e glande. La radice comprende i tratti iniziali dei tessuti erettili del pene che sono il corpo spongioso in cui è posizionata l'uretra maschile e i due corpi cavernosi, inoltre include anche i muscoli ischiocavernoso e bulbo spongioso. La radice del pene fornisce ancoraggio e stabilità all’asta.
La pelle che ricopre il pene è estremamente elastica, questa sua peculiarità consente un'ampia gamma di movimenti. Nel caso si pensi ad effettuare un piercing, è fondamentale valutare queste strutture per evitare possibili danni ai tessuti e minimizzare la possibile insorgenza di complicazioni infettive o da trauma.
Tipologie di piercing al pene
I piercing al pene offrono una varietà di opzioni che dipendono dalle preferenze individuali e dalla parte del pene dove si intende effettuare il foro e il posizionamento del monile. Tra i più comuni, il Prince Albert la cui origine risulta incerta, e circondato da storie e narrazioni.
Pare che il principe consorte Alberto di Sassonia avesse inventato il piercing con il suo nome per tenere scoperto il glande ed evitare che odori sgradevoli arrivassero all’attenzione della regina, vi era in realtà anche una funzione secondaria, quella di agganciare il suo membro alle cerniere laterali dei pantaloni molto aderenti limitando così il profilo che poteva trasparire dagli indumenti e che sarebbe stato poco consono alla figura regale. Questo tipo di piercing attraversa l'uretra e ad oggi è uno tra i più richiesti.
L'Ampallang, invece perfora trasversalmente la parte superiore del glande, l’Apadravya, attraversa verticalmente il glande. Il Frenulum Piercing, ovvero piercing del frenulo si realizza posizionando un gioiello alla base del glande. Ognuno di questi piercing presenta vari gradi di complessità e relativi rischi di complicanze.
Rischi medici associati ai piercing al pene
La mancata adozione di un’adeguata igiene durante il processo di applicazione può portare al rischio di contrarre malattie sessualmente trasmissibili per via ematica, e durante il processo di guarigione si possono sviluppare infezioni anche di una certa gravità.
Alcuni piercing genitali maschili che interessano il glande possono aumentare il rischio di trasmissione di malattie sessualmente trasmesse e rendere meno efficace la protezione offerta dal profilattico.
I più comuni eventi avversi riguardano le infezioni batteriche e virali, e possibili reazioni allergiche a materiali come il nichel. Possono inoltre presentarsi un ematoma, sanguinamento prolungato o lo sviluppo di cicatrici deformi. È consigliabile se si desidera effettuare un piercing, scegliere un piercer esperto di cui si conosce l’abitudine ad osservare rigide pratiche igieniche.
Gli agenti patogeni più comuni, causa delle infezioni post piercing, includono batteri come Staphylococcus e Streptococcus, che possono causare infezioni locali o sistemiche gravi, che necessitano di trattamenti antibiotici anche prolungati. È consigliabile prima della procedura, una accurata disinfezione dell’area e dopo una accurata igiene della parte interessata con l'uso di soluzioni saline per i lavaggi, unitamente a soluzioni antisettiche anche prolungato nei giorni a venire.
Reazioni allergiche sono frequenti nei piercing al pene, causate principalmente dall'uso di materiali inappropriati come gioielli di bassa qualità, a base di nichel principale fonte di allergie cutanee. In caso di allergia può comparire arrossamento, edema e prurito nella zona del piercing. Si consiglia la richiesta di gioielli realizzati con acciaio chirurgico, il titanio o con oro 14 kt.
La lacerazione del tessuto con possibile comparsa in associazione di sanguinamenti anche profusi, sono complicanze frequenti nei piercing del pene e dipendono dalla delicatezza del tessuto dei genitali, dalla corretta esecuzione del piercing e dalla sede in cui viene posizionato il piercing. Vanno evitate attività che potrebbero causare eccessive tensioni sull'area sede del piercing, come particolari rapporti sessuali e penetrazioni difficili.
Le complicanze a distanza comprendono oltre come detto in precedenza, la formazione di cicatrici esuberanti, dismorfiche e la migrazione del gioiello. La diminuzione o perdita di sensibilità può produrre quadri di disfunzione erettile di vario grado.
Aspetti psicologici e sociali dei piercing al pene
La decisione di farsi un piercing in una parte così intima generalmente va oltre il desiderio estetico. A livello sociale, questi piercing possono essere visti come simboli di trasgressione o di appartenenza a gruppo. Un piercing viene ritenuto oltre che un abbellimento del corpo, anche un segno di distinzione o di appartenenza alla comunità dei “piercing-lovers”.
Per gli adolescenti, il piercing può rappresentare una sorta di rito di iniziazione che li fa sentire grandi e diversi, contrapponendosi alle aspettative che i genitori hanno nei loro confronti, divenendo così un vero terreno di scontro.
Motivazioni e atteggiamenti nei confronti dei piercing al pene
Le motivazioni che portano a sottoporsi alla procedura di piercing al pene vanno dalla ricerca di un diverso e più intenso piacere sessuale associato ad una volontà di esprimere una propria identità distintiva. Spesso influenzati da fattori ambientali, esperienze di gruppo, differente percezione del dolore e del rischio che la procedura comporta. Il piercing come altre procedure può rappresentare una moda passeggera o una espressione personale di stile di vita. L'impatto che può produrre un piercing sull'autostima è molto soggettivo e può essere percepito come una opportunità di auto-determinazione e valorizzazione del proprio aspetto corporeo nelle dinamiche personali di chi lo possiede.
Legislazione e regolamentazione dei piercing al pene
La legislazione sui piercing del pene viene regolamentata a livello nazionale. Generalmente, il professionista del settore con una formazione specifica deve rispondere in primo luogo sui livelli di igiene per ridurre i rischi di infezioni. L'età minima per i clienti è 18 anni per garantire un consenso informato alla procedura. È opportuno da parte del professionista del settore l'uso di strumenti sterili monouso.
Raccomandazioni per la pratica sicura dei piercing al pene
Le regole da rispettare per realizzare un piercing al pene, sono che le procedure siano eseguite da professionisti certificati e qualificati, in ambienti sterili. Si raccomanda l'uso di materiali di alta qualità ipoallergenici, come l'acciaio chirurgico o il titanio per diminuire sensibilmente il rischio di reazioni allergiche. Vanno rispettate le norme sull'igiene post-piercing e attenzionarsi sulla possibile comparsa di segni di infezione.
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